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Gli insospettabili: gli odori in cucina

Gli insospettabili in cucina

A volte pungono, a volte bruciano e a volte  prudono, ma con i dovuti accorgimenti sarà possibile tirare fuori il meglio del gusto anche da piante insospettabili.

Gli odori in cucina: guardando le cucine dei grandi chef si può facilmente riconoscere un angolino verde, formato da alcune piante cosiddette officinali.
Piante che fanno bella mostra di sé in eleganti vasetti di latta.
Soprattutto nella cucina mediterranea queste piante costituiscono un ingrediente fondamentale, sono i famosi “odori”.

In maniera del tutto ingiusta però, altre piante, non pensano di meritarsi un posto d’onore nelle nostre cucine.
Magari si pensano velenose o con troppe spine o semplicemente vengono considerate erbacce.
Ma se non ci si fermasse alle apparenze si potrebbero superare nuove frontiere del gusto.

Ecco qui le tre categorie più bistrattate, ma che in realtà nascondono un cuore d’oro.

I ROVI:  sono delle piante spontanee che crescono spesso nei terreni incolti.

Guardandoli non si capisce bene né dove inizino, né dove finiscano, tuttavia si capisce perfettamente che sono pieni di spine, probabilmente fungono da riparo perfetto per chissà quanti e quali insetti  ed in generale che è meglio tenersi alla larga.
Tuttavia spesso dalle spine nascono le cose migliori e infatti il frutto dei rovi, le more, sono un alimento non solo dal sapore buonissimo, ma anche ricco di vitamine in particolare AeC.
Spesso vengono utilizzati per la preparazione di marmellate e sciroppi, ma sono buonissimi anche appena colti. Comunque del rovo non si butta via niente, dalle  sue foglie e dalle radici è possibile preparare tisane e decotti dalle grandissime proprietà benefiche soprattutto a livello intestinale e digestivo.

ERBE SELVATICHE: meglio conosciute come erbacce.

Ce ne sono davvero moltissime commestibili, si pensi al tarassaco, che cresce spontaneamente  anche ai bordi delle strade.
Lo si può riconoscere dai suoi tipici fiori gialli e le tisane ricavate dalle sue foglie hanno grandi poteri depurativi e drenanti.
Tuttavia forse non tutti sanno che l’erbaccia per eccellenza è in realtà considerata un prelibatezza in cucina e sto parlando delle ortiche.
È
facile da riconoscere perchè a tutti sarà capitato almeno una volta di toccarla e ritrovarsi delle bollicine pruriginose sulle dita.


Anche in questo caso quindi è bene armarsi di guanti e andare a cogliere le ortiche selvatiche nei campi, perché diventano un ripieno perfetto nei ravioli o nei tortelloni e una volta sbollentate il potere urticante svanisce del tutto.


È possibile addirittura mangiarle fresche, ma in questo caso sarà necessario tenerle in acqua almeno una decina di ore perche perdano il loro effetto pruriginoso.
A dispetto di quanto potrebbe sembrare inoltre le ortiche hanno conseguenze estremamente benefiche per l’uomo e sarebbe una buona idea consumarle di quando in quando.

PIANTE  GRASSE:  a dispetto di quello che potrebbe sembrare sono diverse le piante grasse, in particolare della famiglia delle succulente, ad essere commestibili.

Può sembrare plausibile forse che lo siano i frutti, che infatti vengono largamente impiegati in decotti e marmellate presso le popolazioni native del deserto.
Tuttavia non ci dobbiamo stupire se in realtà anche la pianta stessa diventa ingrediente di famose ricette.
In particolare la più usata è sicuramente la pala della Opunzia, che poi sarebbe semplicemente la foglia del fico d’india. In messico li chiamano” nopales” che significa “senza spine” che effettivamente è il primo passaggio da fare  per poterli poi mangiare.

Togliere le spine significa semplicemente grattarle via dalla superficie della pala con il coltello,che poi può venire cotta nella maniera che si preferisce, sbollentata o grigliata magari.

Il sapore resta molto neutro quindi è bene aromatizzarli un po’, tuttavia hanno una consistenza piuttosto vischiosa.
Quindi un trucchetto che potreste usare se non amate particolarmente questa consistenza può essere quella di bollirli per qualche minuto cambiando spesso l’acqua (che risulterà sempre più limpida ad ogni passaggio).
I cactus commestibili hanno veramente tantissimi effetti positivi sul nostro corpo: tengono a bada il colesterolo e la glicemia
Proteggono le cellule cerebrali, aiutano nel controllo del peso, sono lassativi naturali e ultima, ma non ultima riducono gli effetti del dopo-sbornia. 

Non ci resta che provare “gli odori in cucina”.

49.00

H 90-110 cm D18

L’euphorbia Eritrea è un cactus colonnare ramificato che può arrivare fino a  9 metri di altezza, è molto diffusa negli appartamenti essendo molto semplice da allevare.

In soli 3-5 anni puo’ raggiungere qualche metro di altezza. preferisce un terreno ben drenante con materiale come argilla, pomice, pietra lavica. E non ha bisogno di frequenti rinvasi .

Fornitele acqua con costanza durante la stagione che va da marzo a settembre evitando ristagni. Mentre d’inverno potete mantenerla quasi completamente asciutta.

L’euphorbia esattamente come altri cactus è particolarmente indicato negli uffici o sulla scrivania (se di piccole dimensioni) per via della sua capacità di assorbire le onde elettromagnetiche degli apparecchi tecnologici.

 

  • Pianta da appartamento
  • Ambiente luminoso
  • Imballo eco friendly
  • Pianta che assorbe le onde elettromagnetice

 

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